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Mi chiedo come si ripartirà, quando tutto sarà finito… Cronaca da un centro di socializzazione al lavoro

Villa RizziGloria | 

Il nostro servizio è uno di quelli che, dapprima, ha provato ad adattarsi alle misure precauzionali, poi, per il bene di tutti, in questo periodo di pandemia, ha dovuto chiudere le porte ai suoi ospiti. Un centro di socializzazione al lavoro, dove i giovani ragazzi che lo frequentano vengono da diversi contesti sociali, quei contesti che sono spesso al limite, fragili come lo sono, a volte, le loro famiglie.

Nei primi giorni non è stato facile far capire loro cosa stava succedendo, far capire che quel ridere e scherzare “spintonandosi” come facevano fino al giorno prima non andava più bene, che dovevamo mangiare a scacchiera per evitare di stare troppo vicini, che la riunione della mattina si faceva in modo più “allargato” e non più tutti attorno a un tavolo.

La nostra fortuna è stata la campagna: riuscire a lavorare all’aperto, con le giuste distanze, portando avanti il lavoro quotidiano. Questo è stato ciò che, durante la prima settimana di restrizioni, ci ha fatto lavorare con un senso di normalità, mantenendo il più possibile la calma tra tutti… anche tra noi educatori!

Il clima che caratterizza Villa Rizzi è quello di una grande famiglia: operatori, ragazzi e volontari condividono gli spazi, il pranzo, i momenti di pausa e, più nello specifico, i percorsi, gli obiettivi, i pensieri, le cadute e i traguardi di ognuno.

Poi, da un giorno all’altro, tutti a casa. Ed è proprio in quel momento che ti accorgi che ti mancano. Manca il caffè di Carla, mancano le battute di Paolo, mancano le canzoni di Valeria, i sorrisi di Marica. Mancano davvero. E allora ti chiedi cosa staranno facendo? Come se la staranno passando questa quarantena? Saranno in grado quelle famiglie, che ogni tanto sembrano quasi strette, di contenere l’ansia di questo periodo? Quell’ansia che viene e ora ti bussa ancora più forte di prima.

E anche se magari non te lo diranno mai a voce, te lo fanno capire che anche tu gli manchi. Quelle richieste di amicizia sui social, un messaggio ogni tanto, le frasi dei loro profili.

Nel nostro piccolo cerchiamo di stare loro vicino. La nostra coordinatrice mantiene i contatti con tutti, un messaggio o una chiamata, per sapere come stanno, per far sapere che, nonostante tutto, noi ci siamo. In questi giorni si è laureato un nostro collega, ed è stato davvero magico vedere che molti ragazzi hanno contribuito per la realizzazione di un video di congratulazioni. Distanti ma uniti, anche in questa occasione.

Preziosi sono anche i volontari, che da casa stanno portando avanti alcuni lavori, stanno finendo di cucire le bomboniere di una giovane coppia di sposini, stanno cucendo gli alberelli profuma biancheria di una grossa commissione che ci è arrivata. Sono i nostri “folletti” che ci stanno aiutando anche in questo duro momento per evitare di rientrare poi con l’affanno.

Con i colleghi dell’équipe ci si sente quotidianamente, poiché alla fine sono le persone con cui solitamente condividi gran parte della giornata, dal caffè della mattina, agli aggiornamenti dei ragazzi, ma anche gli “scazzi” e le giornate dure che ogni tanto si devono affrontare. Si cerca di lavorare, anche volontariamente, da dietro le quinte, aggiornando i social, cercando di parlare di noi, della nostra attività e dei nostri prodotti, con l’obiettivo di far distrarre le persone a casa che ci seguono e portare anche qualche bella notizia in un mare di negatività!

In questo mondo indefinito e incerto, mi chiedo come si ripartirà, quando tutto sarà finito…

Gloria è educatrice a Villa Rizzi, centro di socializzazione al lavoro gestito dalla Comunità Murialdo Trentino Alto Adige.

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