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4 | 2019

Sociale è chi sociale fa

Torna la Summer School dedicata a capire come nei territori costruire alleanze tra mondi diversi a servizio del bene comune. La rivista ne è tra i promotori insieme al Consorzio Cascina Clarabella e al Centro Studi per l’economia sociale «Alessandro Zabbialini» perché riteniamo che mai come oggi, per creare opportunità di inclusione, occorra animare i territori dentro una prospettiva di giustizia e di benessere collettivo.

“Mai come oggi occorre
animare i territori dentro
una prospettiva di giustizia.

Nel documento-base della prima edizione (tenutasi a Iseo nel settembre scorso), si legge: «Dal nostro punto di vista lo sviluppo si fa nel “tra” di un territorio: tra imprese e istituzioni, tra cooperative sociali e associazioni di categoria, tra scuole e aziende, connettendo le tante intelligenze presenti nel territorio». Il documento, a firma di Carlo Fenaroli e Albino Zabbialini (Lo sviluppo si fa nel «tra» di un territorio, pubblicato sul nr. 320/2018), rilancia un concetto basilare per chi (professionista e organizzazione) opera nel sociale oggi: difficile fare accoglienza o inserimenti lavorativi se il territorio intorno è espulsivo. Per questa ragione il mondo non profit (associazioni e cooperative sociali) si dedica non da oggi a tessere reti e partnership con i mondi dell’impegno e della politica locale. Oggi però sembra venuto il momento di fare di più: ossia di stringere un’alleanza forte (di senso e di prospettiva, oltre che operativa) anche con gli attori economici locali. Partendo da ciò che accomuna: l’essere tutti soggetti radicati in uno stesso territorio, al cui sviluppo socioeconomico si cerca di concorrere. Il mondo delle imprese va oggi avvicinato, dotandosi di ipotesi meno affidate a retoriche solidaristiche o del buon cuore e più giocate su un’idea di sviluppo dei territori. Su come sia possibile incamminarsi in questa direzione ne parleremo a Brescia.

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3 | 2019

Convincere, convincere, convincere

«Noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo vincere. è il potere che vince sempre; noi possiamo al massimo convincere ». Tornano alla mente le parole di Franco Basaglia (Conferenze Brasiliane, 1979) davanti alla campagna di delegittimazione e sospetto in atto contro il mondo della solidarietà, pubblica e privata, istituzionale e informale. Perché oggi sta accadendo proprio questo: si sta scegliendo di fare la «guerra alla solidarietà» per rassicurare un popolo impaurito. Sembra paradossale, di certo è inefficace, ma vi è del metodo in questa follia.

“Se in una società si riduce
il tasso di solidarietà,
siamo tutti più insicuri.

La politica del disprezzo è iniziata con la criminalizzazione delle Ong, liquidate come «taxi del mare» a servizio degli scafisti. è proseguita con il taglio della diaria ai migranti, i cui effetti sono già drammatici: 20mila posti di lavoro (di giovani italiani) già persi nel settore dell’accoglienza. Ma il ministro dell’Interno ha già annunciato di voler mettere mano (tagliare fondi?) anche alle comunità per minori, istituendo una commissione d’inchiesta. «è finita la mangiatoia», minaccia. E intanto apre altri fronti, come il Ddl sulla droga che mira a negare le misure alternative alla detenzione (ossia l’invio in comunità terapeutica) alle persone tossicodipendenti. E se resta al momento sospesa la famosa «tassa sulla bontà» – l’Ires non più agevolata sul non profit – un esempio su tutti esemplifica la politica del disinteresse verso gli ultimi e il mondo che se ne occupa: l’esclusione dal reddito di cittadinanza (che tra l’altro, a differenza del Rei, ha completamente tagliato fuori i servizi sociali) dei senza dimora: oltre 60mila disperati, italiani e stranieri. Si capisce qui quanto sia illusorio pensare che colpire la solidarietà sia colpire gli stranieri. Perché se in una società si riduce il tasso di solidarietà, siamo tutti più a rischio quando capiteranno a noi le difficoltà. E allora, a chi non si rassegna, non resta che una strada: convincere, convincere, convincere. Della bontà e utilità delle ragioni della solidarietà.

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9 | 2018

Quanto potere diamo alle persone?

«Suggeriamo un filo rosso attraverso cui leggere questo numero: il potere delle persone con le quali e per le quali lavoriamo. I cosiddetti «utenti», «destinatari», «clienti», «pazienti»… Donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini che accedono ai nostri Servizi, o nelle cui case entriamo, o con i quali la relazione si costruisce nei luoghi informali: la piazza, la strada, il giardino… E che nell’incontro con noi operatori sociali ‒ professionisti dell’aiuto, della cura, dell’educare ‒ dovrebbero poter trarre proprio maggior potere sulla propria vita, ossia capacità, autonomia, soggettività, senso di sé…

“La relazione di cura,
educativa, di aiuto, è sempre
una relazione di potere.”

E allora chiediamoci: quanto potere promuoviamo nell’altro/a con il nostro agire professionale? Quanto protagonismo attiviamo ‒ che significa anche quanto antagonismo dell’altro/a siamo capaci di tollerare? Le nostre progettualità sanno muovere dall’ascolto della sua parola? Sappiamo cedere potere per dare potere, confliggere per ampliare le possibilità di azione e non per imporre il nostro punto di vista? Domande cruciali. La relazione di cura, educativa, di aiuto, è sempre una relazione di potere, dice Roberto Beneduce: può disfare destini o promuovere soggettività. Piero Cipriano individua nella «riluttanza» l’atteggiamento di chi vuole sottrarsi alle tentazioni di sottomissione dell’altro, diffuse in psichiatria ma non solo. Luigino Bruni avvisa: negli interventi sulla povertà partiamo dal pensiero dei poveri, l’idea che i poveri siano soggetti incapaci di pensare è un’idea borghese e sbagliata. Nicola Basile invita nel lavoro con i giovani a «cambiare postura», mettendo al lavoro le loro energie in pratiche collaborative e partecipative. Il testo di Roger Mucchielli è una bussola per animatori/conduttori di gruppi «democratici». La sezione finale esplora il lavoro da fare per l’autonomia dei neomaggiorenni in uscita da percorsi di tutela. Ancora una volta, il tema del potere.

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GRUPPI DI PRODUZIONE DI PENSIERO

Padova, Centro Altinate – Giovedì 21 febbraio 2019, ore 14,30-18,30

Per orientarti nella scelta dei 18 gruppi di lavoro pomeridiani abbiamo preparato una presentazione per ognuno. Troverai che cosa si propone ogni gruppo e come intende procedere per essere un “gruppo di produzione di pensiero” partecipato. Segue una presentazione di chi interverrà.

Ti segnaliamo che i gruppi si caratterizzano, oltre che per i contenuti, per la modalità di lavoro. Vi sono infatti: gruppi di approfondimento, gruppi di analisi di esperienze, laboratori pratici. Scegli la modalità a te più congeniale.

Compilando il form di iscrizione, potrai esprimere tre preferenze rispetto ai 18 gruppi in ordine di priorità. Terremo conto il più possibile della tua prima scelta. Il numero massimo di partecipanti per gruppo è di 25. Quindi affrettati!

1 | Una città aperta: laboratorio di intelligenza e sensibilità condivisa

Immaginazione/rigenerazione 
Gruppo di analisi di un’esperienza

Prendendo spunto da una mappatura degli spazi dismessi di Pavia, dalla costituzione di forme organizzative leggere e dall’esperienza di progettazione partecipata di un’area dismessa (Arsenale creativo di Pavia) il gruppo si confronterà attorno alle pratiche collaborative che si possono innescare nelle città, mobilitando il potenziale innovativo che può nascere dallo scambio di competenze intergenerazionali. Sarà approfondito come gli immaginari sugli spazi dismessi e il loro uso simbolico possano suscitare processi di cambiamento e generare quell’intensità relazionale utile ad affrontare la vulnerabilità sociale e quindi, promuovendo nuove opportunità, tendere a riequilibrare le disuguaglianze.

ConduceNicola Basile, rete “Cose da fare con i giovani”, responsabile area progettazione della coop sociale Il Torpedone di Cinisello (Mi). DiscussantViola Petrella, urbanista di formazione, si occupa di sviluppo locale partecipato con particolare attenzione ai commons urbani.

2 | Ascoltare le aspirazioni emergenti tra correnti carsiche
Immaginazione/rigenerazione
Gruppo di approfondimento

All’interno di una riflessione sull’immaginazione, su cosa possa nutrirla, permetterle di accedere a immagini “fuori” dal coro e proprio per questo maggiormente “dentro” al mondo che ci circonda, è centrale una riflessione sui luoghi. La paesologia – la riflessione sulla vita nei piccoli paesi – è un’esperienza poetica d’immaginazione “con” i luoghi. I piccoli paesi, gli angoli delle piazze, le persone sulle panchine sono i brandelli di memoria che ci ricordano chi siamo appena stati, che riaprono la nostra sensibilità per la storia e ci interrogano sul futuro. Periferie, paesini, luoghi marginali: restare? partire? ri-ac-cordare? A partire dal nesso tra paesaggi interni e paesaggi intorno, si lavorerà sull’immaginario attraverso il sentimento dei luoghi, facendo della “risonanza” uno strumento di lavoro.

ConduceVincenza Pellegrino insegna sociologia dei processi culturali all’Università di Parma e negli anni si è occupata di democrazia partecipativa e immaginazione sociale. Discussant:  Franco Arminio, poeta, scrittore e regista, è fondatore della «Casa della Paesologia». Ha scritto molti libri sul tema, tra cui nel 2009 “Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia”. 

3 | Che cosa ci insegnano i ricordi di domani: la memoria del futuro
Immaginazione/memoria
Gruppo di approfondimento

Possiamo ricordare il passato. Possiamo immaginare il futuro. Ma che cosa avviene quando ricordiamo un futuro che in passato abbiamo immaginato? Quando ricordiamo un’aspirazione irrealizzata, per esempio? O quando ricordiamo le promesse del “progresso”? Possiamo cadere nel rimpianto, oppure trovare linfa per rinnovare le speranze. In ogni caso, sappiamo che cosa è successo dopo e possiamo impararne molte cose. Se il futuro oggi non è quello di una volta, possiamo disegnarlo ancora. A partire da una riflessione di Paolo Jedlowski, verrà proposta ai partecipanti un’esercitazione per approfondire il tema.

ConduceLucia Bianco, filosofa e pedagogista, responsabile del progetto “Genitori&figli” del Gruppo Abele. DiscussantPaolo Jedlowski, docente di sociologia presso l’Università della Calabria. Tra le sue ultime pubblicazioni: “Memorie del futuro” (2017).

4 | Hackerare le politiche giovanili per renderle capacitanti
Immaginazione/ creatività
Gruppo di approfondimento

Fino a dove possono spingersi modelli di politiche e progetti in grado di migliorare la vita delle persone? Pensiero laterale e creatività vanno allenati e messi in pratica sistematicamente, uscendo dai sentieri che si sono percorsi e quindi conosciuti, confortevoli ma esausti, poco fertili. Nel workshop, incentrato sulle narrazioni come strutture organizzative di base, i partecipanti verranno condotti nella costruzione di storie esemplari di progetti che hanno “funzionato”, introducendo elementi endo- ed esogeni che ne modifichino gli esiti e i presupposti. “Giocheremo seriamente” con i dadi storycubes, che aiutano a sbloccare l’immaginazione e a innescare logiche inattese di serendipità. Obiettivo è mettere in luce l’esistenza di logiche alternative ai modelli dati per scontati nella progettazione.

Conduce: Alessandro Catellani, educatore, presidente di Gruppo Scuola coop sociale di Parma, coordinatore di Officine On Off. Discussant: Alessandro Pirani, esperto di progettazione e policy di cambiamento organizzativo per amministrazioni pubbliche, aziende, imprese sociali. 

5 | In altri tempi e luoghi: la formazione come teatro
Immaginazione/espressività
Laboratorio teatrale e analisi di un’esperienza

I laboratori di teatro-educazione dei “Maestri di strada”, per adolescenti ed educatori, attivi a Napoli, sono spazi di gioco immaginativo attraverso i quali uscire fuori da sé sperimentando altri ruoli, altre relazioni, altri ambienti di vita, per osservare se stessi e gli altri al di fuori delle maschere quotidiane, frutto dei condizionamenti familiari, sociali e culturali. Il gruppo lavorerà sui “copioni di scena“ che possono rappresentare consapevolmente i nostri copioni di vita impliciti, per comprendere agendoli i valori che ci orientano e ci danno forma. Il teatro funge da spazio immaginativo e traslato delle emozioni e dei ruoli in cui ci sentiamo costretti dalle nostre paure e bisogni.

ConduceFrancesco Cappa, ricercatore in pedagogia e metodologia della formazione all’Università Milano Bicocca, socio fondatore del Centro studi R. Massa e di Orbis Tertius sull’immaginario contemporaneo. DiscussantNicola Laieta, coordinamento Associazione Maestri di strada di Napoli, direzione Polo del teatro educazione, Associazione Trerrote (teatro, ricerca, educazione), regista e formatore teatrale. 

6 | Luoghi ibridi ad alta intensità relazionale: 5 anni delle Serre (Bologna)
Immaginazione/rigenerazione
Gruppo di analisi di un’esperienza

Leggere un luogo come le Serre dei Giardini Margherita a Bologna permette di comprendere come uno spazio possa (e forse debba) oggi provare a essere contemporaneamente risposta a bisogni relazionali, sociali, aggregativi, culturali in uno stesso contesto. E come questo possa essere fatto sconfinando l’idea di essere solo “sociale”, di essere frequentato da una sola “generazione”, di poter avere solo una fruizione “o commerciale o gratuita” e di produrre funzione pubblica senza dover essere gestito da un soggetto pubblico. Insomma, un gruppo di lavoro che prova a pensare, insieme, come contaminare, innovare o semplicemente connettere i nostri luoghi tradizionali.

ConduceCarlo Andorlini, rete “Cose da fare con i giovani”, si occupa di innovazione nelle organizzazioni del Terzo settore. DiscussantNicoletta Tranquillo, co-founder e project manager di Kilovatt.

7 | Arte Migrante: la produzione artistica come luogo di incontro e contaminazione
Immaginazione/espressività
Gruppo di analisi di un’esperienza

L’arte è in grado di creare ponti, unire e accogliere l’epifania dell’altro, soprattutto tra i giovani. Arte Migrante è un’iniziativa nata a Bologna che si sta diffondendo. Suo scopo è favorire l’integrazione di persone ai “margini” (migranti, senzatetto, persone con disabilità…) proponendo una condivisione mediata dall’arte e attivando così processi di riconoscimento della comune umanità. Partendo dall’analisi di alcune esperienze e da suggestioni metodologiche che le caratterizzano il gruppo cercherà di sviluppare ipotesi per percorsi dove l’arte possa generare immaginari di mondi diversi.

Conduce: Barbara Di Tommaso, formatrice e consulente per la progettazione sociale e pedagogica in numerose organizzazioni del Terzo settore e della pubblica amministrazione. Discussant: Andrea De Filippipsicologo, lavora come educatore domiciliare, fa parte del coordinamento di Arte Migrante Parma. 

8 | Decostruire l’immaginario per liberare immaginazione
Immaginazione/espressività
Laboratorio filmico-narrativo

Catturiamo noi le immagini o sono le immagini a catturare noi? Questo dilemma ci accompagnerà lungo un percorso laboratoriale nel quale analizzeremo video che delineano immagini possibili di giovani, esploreremo alternative per non sentirci troppo costretti, sperimenteremo l’uso del filmato come linguaggio per aprire nuovi spazi collettivi di immaginazione sociale e culturale in cui le nuove generazioni da una parte possono essere attori stimolanti, dall’altra possono interiorizzare suggestioni e provocazioni emergenti nei contesti artistici e linguistici entro cui si muovono.

Conduce: Marco Martinetti, responsabile della progettazione della coop Vedogiovane e presidente di Finis Terrae, entrambe di Borgomanero-Arona. DiscussantEnrico Gentina di Torino, curator, direttore artistico, regista teatrale, progettista di percorsi di eventi culturali. 

9 | Avere una storia con il proprio territorio, scoprendo il senso della libertà generativa
Immaginazione/impegno/cura del mondo
Gruppo di analisi di un’esperienza

Che cosa può portare centinaia di adolescenti a impiegare una parte del proprio tempo, durante l’estate, nello sporcarsi le mani per prendersi cura dei beni comuni del proprio territorio? Che cosa rende possibile un simile esercizio di cittadinanza attiva e di autentico impegno al di fuori dei perimetri delle organizzazioni più tradizionali di volontariato? Come coinvolgere i principali attori economici e sociali di una comunità locale in un processo di riconoscimento del valore di esperienze di partecipazione giovanile? Prendendo le mosse dalle esperienze maturate nei comuni del Bassanese, nell’ambito del progetto “Ci sto? Affare fatica!”, il gruppo si confronterà sugli aspetti metodologici che sorreggono esperienze che rigenerano l’impegno e la cura, coniugandole con la vacanza e il tempo libero.

ConduceAndrea Marchesi, rete “Cose da fare con i giovani”, Libera Compagnia di Arti e Mestieri Sociali, docente a contratto all’Università Bicocca di Milano. DiscussantMarco Lo Giudice, presidente cooperativa sociale Adelante, Bassano del Grappa. 

10 | Jam esperienziale per r-esistere insieme agli adolescenti
Immaginazione/creatività
Laboratorio multidisciplinare

Esploreremo alcuni tra i fenomeni culturali ed espressivi giovanili: hip-hop (musica rap e trap, graffiti…), gli universi “nerd” (fantascienza, giochi di ruolo e videogiochi), le feste danzanti notturne, più o meno legali. Scopriremo culture “sull’orlo del baratro”, perché inevitabilmente impregnate delle contraddizioni della società, della pervasività del mercato, della sofferenza di chi ne è protagonista. Osservando con attenzione scopriremo, però, anche spazi di desiderio, spiragli estremamente vitali, elementi di r-esistenza che il lavoro sociale è invitato ad ascoltare. Queste pratiche mostreranno una dimensione creativa che è anche (e soprattutto) sovversione di sguardi, un prezioso laboratorio dell’inedito.

Conduce: Diletta Cicoletti, formatrice e consulente, collabora con lo Studio APS di Milano, accompagna e sviluppa percorsi di coprogettazione con realtà territoriali pubbliche e del Terzo settore. DiscussantDavide Fant, formatore, responsabile di Anno unico(“scuola” per adolescenti che hanno lasciato la scuola), con Metodi si occupa di consulenza in contesti socio-educativi. Autore di “Pedagogia hip-hop. Gioco, esperienza, resistenza”. 

11 | Dalla perfomance all’azione per dare corpo sociale all’immaginazione
Immaginazione/espressività
Laboratorio di teatro sociale

L’uomo impiega le arti per rielaborare in modo creativo e condiviso i vissuti. Sono pratiche che offrono di scompaginare l’ordine degli elementi costitutivi di un contesto (o di un comportamento) per immaginare e agire in uno spazio-tempo liminale, un in-between, dove si sospendono le normali condizioni dell’interazione e prende vita un incontro tra persone. In quest’ottica il laboratorio propone la sperimentazione di giochi, esercizi ed esperienze di teatralità, intesa come arte del corpo e della relazione, per poi cercare le premesse di metodo che possono fare delle arti un’esperienza non solo di spettatorialità, ma anche di attoralità e autoralità. Meglio, di co-autoralità.

Conduce: Giulia Innocenti, docente all’Università Cattolica di Milano, esperta di teatro sociale, si occupa di ricerca, formazione e intervento sociale. Discussant: Carola Maternini, attrice e conduttrice di laboratori teatrali, collabora con Progetto LAIV – Fondazione Cariplo. 

12 | Medi@azioni: sull’uso creativo dei new media come strumenti di cittadinanza attiva
Immaginazione/creatività
Laboratorio multidisciplinare

Partendo dal racconto delle pluriennali sperimentazioni del  Centro Steadycam e del progetto Display – http://centrosteadycam.it/display/ – che punta a lavorare con la media education per promuovere cittadinanza digitale, soprattutto attraverso la produzione e diffusione di prodotti mediali, il gruppo di lavoro potrà progressivamente confrontarsi sulle tematiche proposte attraverso il lancio di alcune suggestioni muovendosi tra diverse coppie di parole, che possono far riflettere su come utilizzare i media digitali per promuovere partecipazione e cittadinanza con le nuove generazioni.

ConduceChristian Gretter, rete “Cose da fare con i giovani”, responsabile dello sviluppo della Labirinto coop sociale di Pesaro. DiscussantValentino Merlo, educatore, lavora all’ASL CN 2 dove si occupa del progetto Display. 

13 | Quando le storie vanno in porto: la narrazione come pratica di emancipazione
Immaginazione/narrazione
Laboratorio e analisi di un’esperienza

Volete incontrare dei lupi che parlano e mangiano patatine fritte con il ketchup o assaltare la città insieme a una banda di pirati? Allora non potete perdervi l’arrivo della Ciurma del Porto! Da quasi 10 anni, Macramè cooperativa sociale utilizza la scrittura come strumento di crescita nel percorso di autonomia di ragazzi e ragazze. Da questa scelta è nata una scuola di scrittura per adolescenti, un circolo (Porto delle storie) e una valanga di pubblicazioni. Conosceremo la loro storia e insieme sperimenteremo le innumerevoli potenzialità della scrittura. A chi partecipa serviranno due ingredienti: la fantasia e la convinzione che scrivere insieme a qualcuno sia meglio – e più divertente – che farlo da soli.

Conduce: Sonia Bellaresponsabile delle politiche giovanili cooperativa Lotta contro l’emarginazione a Sesto San Giovanni, docente all’Università Milano Bicocca, divoratrice di libri e innamorata di storie. DiscussantLeonardo Sacchetti, ragioniere, educatore, storico, skater, giornalista, babbo e appassionato di viaggi spaziali. 

14 | Quando la memoria degli altri incontra le mie domande
Immaginazione/memoria
Gruppo di analisi di un’esperienza

Memoria e impegno sono pilastri fondanti dell’associazione Libera. L’uno legato all’altra: non ci può essere impegno senza la valorizzazione della memoria; non vi può essere riconoscimento della memoria, se non attraverso l’impegno per la giustizia. In fondo perdere il passato significa perdere il futuro”: chi smarrisce le origini, fatica a riconoscersi nell’oggi e ad aprirsi al domani. La memoria poi di culture abusanti mafiose e di poteri dominanti spinge a un futuro altro, alimenta il senso politico del vivere, impegna nella trasformazione. Ma come riconoscere il significato politico insito nelle tante memorie che attraversano le vite?

ConduceMichele Gagliardo, rete “Cose da fare con i giovani”, responsabile area formazione di Libera. DiscussantDaniela Marcone, vice-presidente nazionale di Libera e Mirco Zanoni, coordinatore culturale Istituto Alcide Cervi. 

15 | L’economia circolare per immaginarsi un futuro altro
Immaginazione/cura del mondo
Gruppo di approfondimento

Economia circolare e riuso implicano la capacità di vedere possibilità dove altri vedono solo scarti. Nel corso del laboratorio potremo scoprire che dove pensiamo che ci manchino delle cose, in realtà a mancarci è solo l’immaginazione che ci permette di riconfigurare situazioni e processi. Lavoreremo insieme a inquadrare la situazione odierna, a considerare casi di successo italiani e, infine, a individuare l’occorrente, in termini di organizzazione e di competenze, per trasformare ciò che immaginiamo in possibilità concreta. Lo faremo alternando racconto, elaborazione da parte del gruppo e confronto.

ConduceDebora Nicoletto, sociologa, funzionaria Ufficio Politiche giovanili della Provincia autonoma di Trento. Discussant: Antonio Castagna, formatore manageriale che da circa dieci anni si occupa di riuso ed economia circolare. 

16 | Un esercizio di immaginazione comunitaria per ripensare uno spazio di socialità
Immaginazione/rigenerazione
Gruppo di analisi di un’esperienza

A partire dall’esperienza di rigenerazione di un Centro giovani (a Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia), in cui preadolescenti e adolescenti del territorio hanno prima immaginato e poi trasformato lo spazio insieme a volontari di tutte le età, sulla scia di sogni, fantasie, esigenze, passioni ma anche di spiazzamenti e sorprese, il gruppo indagherà gli apprendimenti e gli elementi di trasferibilità, riflettendo sulle attenzioni metodologiche e sui i perni che rendono possibili esiti come quello.

ConduceStefano Carbone, consulente, formatore, esperto di sviluppo di comunità. Discussant: Stefano Laffi, ricercatore presso l’Agenzia di ricerca sociale Codici, tra le sue pubblicazioni vanno segnalate: “La congiura contro i giovani“ e “Quello che dovete sapere su di me”. 

17 | Quello che non ho non è una mancanza
Immaginazione/rigenerazione
Gruppo di analisi di un’esperienza

A partire da alcune esperienze di luoghi re-inventati dopo periodi di vuoto/mancanza/crisi, proveremo a mettere a tema quali sono le “condizioni” relazionali, gruppali, organizzative e comunitarie, insieme a quali “scelte metodologiche” permettano di alimentare nelle diverse situazioni una possibilità di immaginazione che genera sviluppo e tesse nuovi legami sociali in una prospettiva comunitaria. Rigenerare non significa solo riaprire una porta rimasta chiusa, ma disporsi appunto a nuovi legami, a incontri inattesi, trasformando così uno spazio in un luogo ad alto tasso di intensità relazionale, con quel che implica di imprevedibilità progettuale.

Conduce: Michele Marmo, animatore sociale e culturale, presidente di Associanimazione, co-fondatore di Vedogiovane coop sociale e dell’agenzia formativa Finis Terrae a Borgomanero. DiscussantFrancesca Paini, cooperatrice sociale per lavoro e vocazione, ha fatto della riqualificazione di beni/esperienze dismesse un ambito privilegiato di lavoro territoriale a Como.

18 | Progettare spazi collaborativi di nuova generazione
Immaginazione/rigenerazione
Laboratorio sugli spazi

L’ambiente influisce sul benessere personale e sulle relazioni, eppure nel progettare servizi e attività spesso vengono trascurate proprio le componenti legate al luogo, al suo contesto, alle sue caratteristiche. Per promuovere rigenerazione sociale e immaginare insieme ai giovani, si rivela importante curare la consapevolezza rispetto ai luoghi. Nel gruppo proporremo un “assaggio” di ricerca partecipata, per mettere gli spazi al centro della riflessione creativa: che rapporto abbiamo con lo spazio? quanto gli ambienti in cui operiamo sono spazi con un’intenzionalità? quali sguardi per immaginare possibilità dove si vedono solo vincoli?

ConduceFrancesco Caligaris, Laboratori Bibliosociali e comitato di redazione di Animazione Sociale. DiscussantStefano De Stefani, presidente coop sociale Il Raggio Verde, direttivo di Associanimazione, coordina progetti per i giovani tra le province di Padova, Rovigo e Venezia.

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