1. Animazione Sociale
  2. News
  3. #RaccontaIlTuoServizio

#RaccontaIlTuoServizio

Quello sguardo di Luciano – Se la mascherina maschera la mimica facciale

teenager-5585244_1280di Sabrina Mometti |

Non sento, non vedo, non parlo. Ecco cosa mi evoca la mascherina: l’immagine dell’ottundimento dei sensi, almeno dei tre legati al volto. L’impressione più immediata è che riduca la libera respirazione, l’apporto di aria fresca, ma la sensazione frequente è che indebolisca anche l’udito, come se un elastico in prossimità delle nostre orecchie ci impedisse di cogliere appieno i segnali sonori; attutisce il tono di voce e ne smussa le modulazioni; sembra infine che offuschi anche la vista quando, chinando il capo, si riduce il campo visivo, interrotto dai margini del tessuto.

Un nuovo modus operandi – L’assistente sociale nelle residenze socio-sanitarie e socio-assistenziali

mobile-phone-4515168_1920di Eleonora Gnoni | 

Nel tempo del Covid-19 l’assistente sociale in strutture socio-assistenziali e sanitarie inaugura un nuovo modus operandi. Sarà sempre realizzabile e resiliente?

Il panorama socio-sanitario italiano è stato messo a dura prova dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. In questo scenario gli anziani e le persone con grave disabilità costituiscono la fascia più vulnerabile. Da qui nasce l’esigenza di implementare una serie di indicazioni per garantire il benessere psico-fisico degli ospiti fragili nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali.

Non lasciare che le cose si perdano. I gruppi genitori del progetto PIPPI vanno online

immagine Prog. Pippidi Silvia Sacchetti e Donatella Garnero |

L’anno trascorso ha lasciato un segno profondo in ognuno di noi, sia per le vicende personali che ciascuno può aver vissuto, perché colpito direttamente nei propri affetti più cari, sia per come questo strano tempo ci ha imposto regole di vita e modalità relazionali anche nel lavoro, che non avremmo mai pensato di dover adottare.
Abbiamo cercato di colorare, come abbiamo potuto, gli spazi di solitudine e isolamento in cui ci siamo dovute rintanare, riscoprendo il piacere di tornare all’attività in presenza e ritrovare le persone che accompagniamo con il nostro lavoro. Dalla tarda primavera fino a metà autunno si è infatti un pochino allentata la stretta dell’allerta legata al contagio e per noi, come per quanti lavorano nel sociale, a contatto con le persone, è stato possibile riprendere timidamente il lavoro in presenza, ritrovando volti e voci che avevamo lasciato qualche mese prima. È stata una bella sensazione, grazie a cui abbiamo riattivato in noi la modalità di relazione che ci è più propria, ovvero l’incontro diretto con coloro che sosteniamo attraverso percorsi di accompagnamento con i nostri Servizi.

Fare prevenzione nei luoghi della movida ai tempi del Covid. Il Servizio PIN (Progetto Itinerante Notturno)

PinA cura dell’équipe PIN |

Il Progetto Itinerante Notturno (in sigla PIN) è un servizio di prossimità del Dipartimento delle Dipendenze dell’A.S.L. Città di Torino e collocato nell’Area della Bassa Soglia.

Promuovere la salute nei contesti del divertimento
PIN ha iniziato la sua attività nel 2009. La sua finalità è favorire la promozione della salute, la limitazione dei rischi e la riduzione del danno rispetto all’uso di alcol e altre sostanze psicotrope.

I ragazzi e le ragazze? Ce li siamo dimenticati nelle loro stanze… Appunti di un’educatrice

merci

Francesca Berrini

Mi chiamo Ginevra, ho quasi 13 anni e faccio la terza media. Anche se è un periodo un po’ così, sono riuscita a convincere i miei genitori e sabato sera sono uscita. Sono andata in piazza della chiesa, sulla panchina, eravamo in sei… e c’era anche Luca.

Lo vedo ogni giorno in classe, dalla terza elementare. Siamo sempre stati grandi amici, ancora di più da quando ci alleniamo anche insieme. Ma a un certo punto qualche cosa è cambiato, ho iniziato a sentire delle cose diverse ogni volta che gli ero vicina, o che semplicemente lo pensavo… e forse anche lui… beh, sabato sera ci siamo visti in piazza.