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Editoriali 2018

4 | 2018

Se nessun porto è più un approdo

La «comunità del rancore» si sta ampliando. Non una buona notizia per la «comunità della cura» (il mondo degli operatori sociali). Nel lessico comune «popolo» va sostituendo «società civile» e il populismo indebolisce le fibre della democrazia. Il ragionamento cede alla semplificazione e nella ridondante comunicazione dei social si diffonde l’odio, che ha un bersaglio sempre più chiaro: il migrante.

3 | 2018

Le collane di Animazione Sociale: una storia che si rinnova

Sono una delle novità di questo 2018, che insieme alla nuova veste grafica danno la misura dell’investimento che la rivista intende fare sulla messa in circolo di idee e chiavi di lettura per lavorare oggi nel sociale.
Ci riferiamo ai tre volumi della nuova collana «Le matite», che proseguono una storia fortunata, iniziata negli anni ’90 con «i Quaderni di animazione e formazione» e proseguita, negli anni 2000, con «i Geki di Animazione Sociale» .

2 | 2018

40 anni dopo l’attualità di Franco Basaglia

Il 13 maggio 2018, la legge voluta da Franco Basaglia compie 40 anni. Una data storica non solo per la psichiatria, ma per tutto il lavoro sociale, educativo, di cura. Con la legge 180 prende infatti avvio un modo diverso, più civile e anche più efficace, di trattare le persone e le loro difficoltà.
Si apre una stagione di invenzioni e sperimentazioni sociali. Nascono i servizi territoriali, le prime cooperative sociali offrono opportunità di inserimento lavorativo, le relazioni di cura imparano a sostenere le persone nel riprendere in mano la propria vita.
Quarant’anni anni dopo, siamo chiamati a capire come proseguire quel cammino di invenzioni e sperimentazioni, capaci di scommettere sulle potenzialità dei soggetti e sulla forza inclusiva dei territori.

1 | 2018

Nasce una nuova Animazione Sociale

Con questo numero Animazione Sociale si presenta nuova nella forma, nelle rubriche, nel linguaggio. Una scelta di cambiare per continuare a restare fedele alla sfida che dal 1971 la rivista porta avanti insieme alle sue lettrici e ai suoi lettori − che non di rado sono anche le persone che sulla rivista scrivono, rielaborando le loro esperienze di lavoro condotte sulle tante frontiere sociali del nostro Paese.

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