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Cara scuola, senza di te non possiamo andare avanti – Un’educatrice in comunità minori

scuola-secondaria-2019-mindi Laura Criscuolo | 

Cara Scuola,

Sono Laura e faccio l’educatrice in una comunità educativa per minori. Un altro anno scolastico volge al termine e ci tenevo a salutarti e a tirare un po’ le somme di quest’anno così strano.

Ti ho tanto amata e tanto odiata in gioventù, tu che sei croce e delizia di ogni studente. Tu che sei come l’arte del teatro, portata in scena dai tuoi attori, gli insegnanti, più o meno bravi, più o meno preparati. C’è chi ti porta in scena con passione e chi, invece, è un po’ più stanco, frustrato. Ho conosciuto tanti tuoi attori da ragazza e ti ho vissuta con passione, nonostante tutto, e porto dentro di me ricordi indelebili. Contieni un insieme di cose in te: sei un edificio pieno di persone, relazioni, legami e cultura. Non sei solo voti e lezioni, sei molto di più, il gruppo classe, le risate con i compagni, le imitazioni dei prof, e, perché no, anche le discussioni e i litigi.

Quest’anno sei stata stravolta, ti sei dovuta trasformare, arrangiare. Improvvisamente le lezioni, le classi, gli studenti non c’erano più, eri vuota. Hai dovuto improvvisare e riempire classi virtuali, trasferirti su piattaforme online dai nomi stranieri. E com’è stato? È stata dura cara Scuola, è stata durissima. La distanza fisica è distanza mentale, come ti ho detto, tu non sei solo lezioni, sei molto di più, se vieni meno anche solo di una delle tue realtà crolli clamorosamente. A casa i tuoi studenti si annoiavano, ti vivevano con i microfoni spenti e con la telecamera staccata, con il cellulare in mano, coricati sul letto, in pigiama. E di giorno in giorno, di mese in mese si sono dimenticati di te.

D’altro canto anche i tuoi attori si sono ritrovati disamati. Hanno provato come potevano a catturare l’attenzione di questo pubblico così esigente, ma sai sono attori da palcoscenico, non sono abituati alle telecamere. E quindi? E quindi hanno fatto come potevano, chi ha cercato di utilizzare le sue competenze “smart” per coinvolgere i suoi studenti e chi già arrancava in un mondo che tutto sommato non amava fino in fondo, si è fatto sopraffare abbandonando piano piano i suoi “piccoli”.

Questa didattica a distanza ha messo una “distanza” ancora più incolmabile tra Te e questa generazione un po’ annoiata e un po’ persa. Questa didattica ha fatto emergere ancora più chiaramente delle lacune profonde che stanno nella tua istituzione e nell’abbassamento del tuo livelli, dei tuoi standard.

Scuola, io ti scrivo perché ci credo ancora in te, se oggi sono questa persona lo devo anche a te. So che non è solo colpa tua, complici le istituzioni, i tagli, le leggi, il precariato, lo so, ma ti vorrei vedere di nuovo in forma. Vorrei vedere i miei ragazzi appassionarsi a te come la sono stata io.

La scuola dopo il Covid-19 sarà una grandissima sfida. Quest’anno è andato così, tra promozioni regalate, programmi ridotti e 6 politici, ma va bene, cosa potevamo pretendere da una didattica che per cognome fa “distanza”?

Il prossimo anno sarà decisivo, Scuola, dovrai mettere in scena lo spettacolo migliore di sempre, mettere in campo tutte le tue forze, recuperare l’attenzione di tutti i tuoi studenti che ti stanno via via dimenticando. A loro in fondo manchi, manchi tutta e per tanti motivi. Tu scuola sei parte integrante del nostro lavoro e senza di te non possiamo andare avanti. Quest’anno nessuno potrà restituirlo ai nostri ragazzi, nessuno potrà ridare loro le ore di scuola perse, ma neanche le risate con i compagni, i lavori di gruppo, le ore di laboratorio, il tirocinio, i gavettoni l’ultimo giorno. Nessuno. Ma dal canto tuo puoi fare del tuo meglio per rendere gli anni a venire così indimenticabili che questo periodo lungo, doloroso e faticoso sia solo un lontano ricordo.

In bocca al lupo per tutto.

Tua Laura

 

 Laura Criscuolo è educatrice in comunità educativa minori della cooperativa sociale Si Può Fare di Fornovo di Taro (Parma).

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