1. Animazione Sociale
  2. News
  3. #RaccontaIlTuoServizio
  4. La cosa che mi spaventa di più è poter veicolare questo brutto virus

_

La cosa che mi spaventa di più è poter veicolare questo brutto virus

Eric-Kilby-Embrace-Sculpture1-700x467di Valeria Guerrieri | 

Mi chiamo Valeria e lavoro come educatrice in due case per la vita.

Io, come molti altri, sono tra coloro che, nonostante l’emergenza che imperversa in questi giorni, hanno mantenuto “quasi” i normali ritmi quotidiani dovendo ugualmente andare a lavoro.

Un po’ spaventata? Sì, ammetto di esserlo. Ma tra le varie ipocondrie che (ahimé) mi caratterizzano, la cosa che mi spaventa di più è l’idea di poter veicolare questo brutto virus a chi non ha difese immunitarie forti come potrebbero essere le mie (trattandosi di strutture di riabilitazione psichiatrica in cui è facile trovare nei ragazzi altre patologie che li rendono un po’ più “fragili”).

Molte cose sono cambiate in questi ultimi giorni, per salvaguardare i ragazzi e anche noi operatori che lavoriamo con loro. Fino a poco tempo fa ci si abbracciava forte, senza rendersi conto di quanto fosse cosa molto preziosa e poco scontata, con un batti cinque si poteva risolvere una situazione critica e trasformarla in un sorriso.

Abbiamo sempre sottovalutato il valore del semplice appoggiare una mano sulla spalla in segno di conforto, o semplicemente di scherzare fianco a fianco senza avere paura della vicinanza.

Ma poi si è messa in mezzo questa odiosissima distanza di sicurezza, che guaio! Tanti dettagli che fino a poco tempo prima non sapevamo fossero così indispensabili oggi ci mancano tanto.

Ma, al di là dei modi alternativi di comunicarsi l’amore a un metro di distanza (e con un po’ di fantasia assicuro che può essere anche divertente), ciò che pesa un po’ di più sugli umori è l’obbligo di restare a casa: capite bene che, nel quotidiano, una passeggiata, la visita di un parente, o andare a prendere anche un solo caffè al bar, sono fondamentali momenti di autonomia, soprattutto quando il concetto di “autonomia” non è un concetto tanto facile da mettere in pratica.

Immaginate cosa significa cambiare queste abitudini. E nonostante le evidenti rinunce e difficoltà, Giuseppe, Patrizia, Antonella, Concetta, e via dicendo… sono tutti bravissimi. Dopo avergli spiegato di questo brutto virus e della sua gravità, hanno compreso e adottato le misure necessarie per poter stare tutti bene, mostrando l’altruismo che tutti noi dovremmo dimostrare.

Questo periodo DEVE finire presto, e quando tutto sarà passato, sarò lì a rivendicare la promessa fatta all’inizio di questo tortuoso percorso: quella di abbracciarci più forte di prima!

Per loro, per noi.

Per gli abbracci.

RESTIAMO TUTTI A CASA.

Valeria Guerrieri è educatrice professionale presso la cooperativa sociale Città Solidale di Latiano (Br)
—–
Immagine di Eric-Kilby_Embrace-Sculpture

 Per acquistare un numero o abbonarti alla rivista >>>
 Leggi tutti i contributi arrivati #RaccontaIlTuoServizio >>>