7 | 2018

I tempi chiedono la nostra intelligenza

«Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza».
Intelligenza, entusiasmo, forza: le qualità che Antonio Gramsci invitava a coltivare nel 1919, praticamente un secolo fa, rivolgendosi alle classi subalterne perché potessero sperare di cambiare gli equilibri sociali nella direzione di assetti più giusti.
Le stesse qualità che diventa cruciale coltivare oggi, specie da parte di chi (gli operatori sociali) ha come oggetto di lavoro il cambiamento: delle condizioni di vita delle persone, del senso di fiducia in loro stesse, dei climi familiari e sociali, delle opportunità di autonomia che i contesti mettono a disposizione.
Oggi c’è davvero bisogno di tutta l’intelligenza delle professioni sociali, educative, di cura, per capire come continuare la storia dei servizi di welfare dentro cui le professioni sono cresciute.

“In un mondo alluvionato
da informazioni irrilevanti,
la lucidità è potere”

C’è davvero bisogno di tutto l’entusiasmo (o desiderio, come dice Massimo Recalcati in questo numero) per non lasciarci annichilire da una realtà distante dalle nostre attese. Un entusiasmo che non è foga, ma lucidità («In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere», scrive Yuval Noah Harari in 21 lezioni per il XXI secolo).
C’è davvero bisogno di tutta la nostra forza, perché solo unendo le forze si può aspirare a diventare una forza. Una forza di pensiero, culturale, politica capace di contrastare quel sentimento oggi così diffuso che è l’impotenza («Nel 2018 la gente comune ha l’impressione di essere sempre più irrilevante», dice ancora Harari).
A Bari, il 10-11 dicembre, la 3a edizione de I Cantieri della Città del Noi vuol essere un’occasione per confrontare pensieri, condividere desideri, sentirci po’ più attori e autori in questa complicata realtà.

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Nei cantieri della città del noi/3

PROFESSIONI E ORGANIZZAZIONI
AL SERVIZIO DELLA COMUNITA’

Bari, 10 – 11 dicembre 2018

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Oggi, in tessuti sociali fragili, sfibrati da paure e rancori, le professioni del welfare stanno provando a riposizionarsi. Consapevoli che non è più tempo di lavorare ognuna nelle proprie «stanze professionali», ma occorre mettere in gioco il proprio sapere. Per costruire comunità capaci di far fronte a fatiche, povertà e disuguaglianze.

1 | 2018

Nasce una nuova Animazione Sociale

Con questo numero Animazione Sociale si presenta nuova nella forma, nelle rubriche, nel linguaggio. Una scelta di cambiare per continuare a restare fedele alla sfida che dal 1971 la rivista porta avanti insieme alle sue lettrici e ai suoi lettori − che non di rado sono anche le persone che sulla rivista scrivono, rielaborando le loro esperienze di lavoro condotte sulle tante frontiere sociali del nostro Paese.
La sfida è quella presentata nella pagina qui a fianco. Dieci punti che indicano la strada, dieci bussole per non perdere la rotta.
Una sfida inattuale, ma necessaria. Perché di lavoro sociale, di impegno per i diritti, di investimento nei legami il Paese ha oggi un grande bisogno. Soprattutto c’è bisogno oggi di uomini e donne con il senso della possibilità. Capaci di aprire varchi tra i vincoli del reale, di dar voce all’altrimenti, di aggregare energie al servizio di una società più capace di ospitalità, di giustizia, di futuro.

“La rivista cambia per continuare a svolgere
una funzione iniziata nel 1971″

Una sfida bella, da giocare tutti insieme, proprio perché non si arrende all’esistente, perché prova a costruire l’auspicabile.
La scelta di rinnovare la rivista nasce qui: dal desiderio di renderla più contemporanea a questa sfida, e più capace anche di parlare con le nuove generazioni di operatori sociali. Aiutandole a collocarsi in una storia, quella del lavoro sociale, che viene da lontano e che è vitale non disperdere. Per questo, accanto a nuovi linguaggi, il lettore troverà anche testi classici ormai introvabili, da cui attingere metodo e strumenti per lavorare nel sociale oggi.

2 | 2018

40 anni dopo l’attualità di Franco Basaglia

Il 13 maggio 2018, la legge voluta da Franco Basaglia compie 40 anni. Una data storica non solo per la psichiatria, ma per tutto il lavoro sociale, educativo, di cura. Con la legge 180 prende infatti avvio un modo diverso, più civile e anche più efficace, di trattare le persone e le loro difficoltà.
Si apre una stagione di invenzioni e sperimentazioni sociali. Nascono i servizi territoriali, le prime cooperative sociali offrono opportunità di inserimento lavorativo, le relazioni di cura imparano a sostenere le persone nel riprendere in mano la propria vita.
Quarant’anni anni dopo, siamo chiamati a capire come proseguire quel cammino di invenzioni e sperimentazioni, capaci di scommettere sulle potenzialità dei soggetti e sulla forza inclusiva dei territori.
Non c’ è dubbio che di invenzioni e sperimentazioni sociali oggi vi sia un gran bisogno, in territori abitati da paure e solitudini che altro non sono, spesso, se non il rovescio di felicità negate.

“Rilanciare una grammatica del possibile nei mondi che
si prendono cura dell’umano.”

Il convegno che nei giorni dell’anniversario la rivista promuove a Iseo insieme al Consorzio Cascina Clarabella, una delle esperienze più belle in Italia nel campo della salute mentale, vuol essere l’occasione per rilanciare una «grammatica del possibile» dentro i mondi che si prendono cura dell’umano: i servizi sociali e sanitari, la scuola e l’educazione, la politica e l’economia.
Consapevoli, come ci ha insegnato Franco Basaglia, che idee e azioni non possono essere disgiunte, che dietro al fare deve esserci un pensiero che di continuo si verifica e si aggiusta in un nuovo fare.

3 | 2018

Le collane di Animazione Sociale: una storia che si rinnova

Sono una delle novità di questo 2018, che insieme alla nuova veste grafica danno la misura dell’investimento che la rivista intende fare sulla messa in circolo di idee e chiavi di lettura per lavorare oggi nel sociale.
Ci riferiamo ai tre volumi della nuova collana «Le matite», che proseguono una storia fortunata, iniziata negli anni ’90 con «i Quaderni di animazione e formazione» e proseguita, negli anni 2000, con «i Geki di Animazione Sociale» .
Volumi che sono stati veri e propri best sellers, seppur mai approdati nelle librerie, ma sempre diffusi attraverso le mille reti che vedono nella rivista il luogo dove sia poter scrivere le proprie storie di lavoro professionale sia poter leggere quelle altrui.

“Dagli storici «Quaderni» agli indimenticabili «Geki»:
oggi è il tempo delle «Matite».”

I tre volumi, supplementi (non compresi però nell’abbonamento) ai primi tre numeri del 2018, ospitano materiali in parte pubblicati in parte inediti. Il primo, Stare con ragazze e ragazzi in difficoltà. La via educativa nei territori (pp. 256, euro 24), è rivolto a chi nei servizi, a scuola, nei territori costruisce opportunità per chi ha già incontrato tanti ostacoli nel suo processo di crescita. Il secondo, Essere gruppo di lavoro. Mappe ed esercitazioni (pp. 224, euro 20), esplora il dispositivo fondamentale per chi opera in questi ambiti: il gruppo. Il terzo, I luoghi del possibile. Fare salute mentale oggi (pp. 176, euro 18), è un testo base per chi accompagna i cammini di vita delle persone fragili.
I tre volumi sono in promozione sul sito della rivista. Chi sottoscrive l’abbonamento biennale ne avrà uno in omaggio, chi il triennale due.

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