8 | 2020

Il futuro chiede spazio, apriamogli le porte

La rivista, d’intesa con le sue reti, ha deciso di promuovere comunque due grandi eventi di pensiero nello scorcio finale di questo anno, in cui il tempo si è più volte rallentato, fermato, sospeso. Ci incontreremo su piattaforma, anche se i convegni continuano a riportare l’indicazione delle due città dove sono stati ideati, progettati e co-costruiti: Bari e Bologna.

Due eventi per uscire da
questo triste susseguirsi del
giorno-dopo-giorno.

La scelta di trasferirci nel web, senza attendere di poterci reincontrare in un cinema o in un teatro, ha a che fare proprio con la questione dell’attesa. Non è più tempo di attendere, è tempo di guardare un po’ più lontano dell’angusto orizzonte della pandemia, con il suo interminabile e deprimente susseguirsi del giorno-dopo-giorno.

Il virus, a ben vedere, ci ha costretti a focalizzarci sul tempo presente, da vivere con mille cautele per preservare la salute del corpo. Ma per star bene e lavorare meglio abbiamo bisogno di tornare a pensare, desiderare, scambiare, di collocare i nostri sforzi di tenuta nel presente dentro un più ampio orizzonte che dia loro senso e prospettiva.

Come operatori sociali, abbiamo bisogno di condividere letture, di incontrare sguardi, di far respirare l’anima e volare alto. Non per evadere, ma per dare profondità al qui e ora, nel quale rischiamo di ritrovarci schiacciati, noi, le nostre organizzazioni, le persone con le quali e per le quali lavoriamo .

L’emergenza Covid sta ulteriormente stressando i territori, esasperando solitudini e disuguaglianze. Sta impattando sui servizi, sovraccaricandoli di richieste e impoverendoli di risorse. Sta però anche accendendo idee, ricompattando équipe, sovvertendo priorità, richiamando a uscire dai recinti professionali e organizzativi per abitare con nuove consapevolezze le vie, le piazze, le case.

è una fase potenzialmente generativa. Tutto cambia, e si mostra in una luce nuova. Nel caos vediamo meglio l’essenziale. Importante poterselo dire, dove e come possibile, con coraggio e anche gratitudine.

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