8 | 2019

Dopo Bibbiano, rialzare lo sguardo

Negli ultimi mesi le vicende legate al cosiddetto «caso Bibbiano» (presunti affidi illeciti) hanno infiammato una narrazione che ha gettato discredito sull’intero sistema che si occupa di protezione dei minori, sostegno alla genitorialità fragile, cura dei legami familiari.

La macchina del fango è entrata in azione a pieni giri azzerando ogni spazio critico e travolgendo tutto il lavoro che, a tutela dei diritti dei bambini e delle bambine, delle ragazze e dei ragazzi, svolgono servizi, istituzioni, comunità educative, famiglie accoglienti. Un lavoro paziente, difficile, spesso svolto con risorse scarse, che coinvolge famiglie d’origine, scuole, tribunali, reti di vicinato, società sportive, pediatria e neuropsichiatria, tante volte anche i servizi per le dipendenze e per la salute mentale dove sono in carico i genitori di questi minorenni per cui la vita si prospetta subito un cammino in salita.

“Dai mondi dell’aiuto e
dell’educare sale l’esigenza
di riprendere la voce.”

Come un’onda di piena si sono fatte strada semplificazioni e delegittimazioni, che non hanno minimamente tenuto in conto la fatica e la serietà con cui gli operatori (assistenti sociali, educatori, psicologi, neuropsichiatri, magistrati, mediatori culturali, insegnanti, operatori sanitari, pedagogisti, faiglie affidatarie…) si dedicano a far fronte a storie emotive e affettive dense e intricate.

Dai mondi dell’aiuto e dell’educare sale così oggi l’esigenza di riprendere la voce e rialzare lo sguardo. Per queste ragioni Animazione Sociale, la rivista degli operatori sociali, ha ritenuto di dover accogliere questa esigenza avviando una riflessione sulla rivista e organizzando (piuttosto velocemente) a Torino il convegno nazionale Minori, famiglie, servizi. Ricostruire la fiducia.

Mai come oggi occorre discutere nodi culturali che si stanno riproponendo, come l’idea che i panni sporchi si lavino in famiglia; decostruire luoghi comuni, come la convinzione che in Italia si allontanino i minori più che altrove; rilanciare l’idea che tutelare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dev’essere la grande priorità del nostro Paese.

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