4 | 2019

Sociale è chi sociale fa

Torna la Summer School dedicata a capire come nei territori costruire alleanze tra mondi diversi a servizio del bene comune. La rivista ne è tra i promotori insieme al Consorzio Cascina Clarabella e al Centro Studi per l’economia sociale «Alessandro Zabbialini» perché riteniamo che mai come oggi, per creare opportunità di inclusione, occorra animare i territori dentro una prospettiva di giustizia e di benessere collettivo.

“Mai come oggi occorre
animare i territori dentro
una prospettiva di giustizia.

Nel documento-base della prima edizione (tenutasi a Iseo nel settembre scorso), si legge: «Dal nostro punto di vista lo sviluppo si fa nel “tra” di un territorio: tra imprese e istituzioni, tra cooperative sociali e associazioni di categoria, tra scuole e aziende, connettendo le tante intelligenze presenti nel territorio». Il documento, a firma di Carlo Fenaroli e Albino Zabbialini (Lo sviluppo si fa nel «tra» di un territorio, pubblicato sul nr. 320/2018), rilancia un concetto basilare per chi (professionista e organizzazione) opera nel sociale oggi: difficile fare accoglienza o inserimenti lavorativi se il territorio intorno è espulsivo. Per questa ragione il mondo non profit (associazioni e cooperative sociali) si dedica non da oggi a tessere reti e partnership con i mondi dell’impegno e della politica locale. Oggi però sembra venuto il momento di fare di più: ossia di stringere un’alleanza forte (di senso e di prospettiva, oltre che operativa) anche con gli attori economici locali. Partendo da ciò che accomuna: l’essere tutti soggetti radicati in uno stesso territorio, al cui sviluppo socioeconomico si cerca di concorrere. Il mondo delle imprese va oggi avvicinato, dotandosi di ipotesi meno affidate a retoriche solidaristiche o del buon cuore e più giocate su un’idea di sviluppo dei territori. Su come sia possibile incamminarsi in questa direzione ne parleremo a Brescia.

Vai alla pagina della Summer School >>

Abbonati ora >>

Facebook

Instagram

Follow Me on Instagram