3 | 2021

Creatività applicata alla convivenza

Il riscontro ottenuto da «Creatori di storie e di speranze. I linguaggi della creatività» (25-27 marzo scorso), la tre giorni online promossa dalla rivista grazie al sostegno del Comune di Ravenna, rilancia la creatività come parola chiave per aprire le porte del futuro.

Creatività è parola chiave per
aprire le porte di un futuro
più equo e sostenibile.

Creatività intesa non come gesto originale fine a se stesso, ma come forma di intelligenza applicata ai problemi della convivenza. Dunque come possibilità concreta di progredire verso assetti maggiormente tutelanti e favorenti le vite individuali e la vita collettiva.

Se infatti l’intelligenza si può definire come la capacità di trovare risposte valide ai problemi, la creatività è la dimensione che più permette di sviluppare questa capacità. Perché comporta curiosità e ricerca, ascolto e dialogo, esplorazione di possibilità alternative, sperimentazione di soluzioni inedite. Non per nulla Gianni Rodari amava dire: «Sviluppiamo la creatività di tutti, perché il mondo cambi».

La creatività chiede di uscire dai ruoli, di sconfinare, con coraggio. Franco Basaglia, uno dei più straordinari interpreti della creatività applicata alla convivenza, ammoniva: «Fino a quando io non sono che lo psichiatra, lui non può essere altro che un matto» (troverete questa frase nel «Focus» di questo numero, dedicato da Franco Santamaria alla figura dell’educatore, o meglio all’arte di educare).

Creatività è una parola che molto ha a che fare con generatività. E a sua volta generatività – ci ricorda Mario Pollo nella (bellissima) intervista d’apertura – ha a che fare con animazione, al punto che «non è animazione se non è generativa» L’animazione sociale e culturale è sempre pratica «critica, creativa, politica». Se si chiude «in una ludicità evasiva, come avviene in certi contesti chiamati “di animazione”, è fuorviante, è ingannevole».

Creare, generare, animare: tre verbi che rimandano alla necessità, e dunque alla capacità, di allestire le condizioni – Pollo le definisce «climatiche» – per cui la vita, ogni vita, possa svilupparsi in pienezza insieme alle vite degli altri, e a quella della comunità.

Abbonati ora >>